Prega sempre per non morire

tu che vai fiero da lupo tremendo.

Non hai misura nei folli e,

prossimo a Dio,

platoneggi le mostre come mistico Zar.

Le note spirano come violette appassite

commentando talvolta anime di stelle.

Ritorna alle Indie, alle Amazzonie

con occhi pigri, e scansa i corrotti poteri                             

delle luci del mondo.

Ovunque attento ad allungarti al chiarore,

ti appaiono facce gradite e cretine,

ma tu, povero cielo tenebroso, sofferto,

molesti te stesso.

Alterna il diletto alla ricerca

e, forse,

cambierai le lacrime in canto.