Vagheggi, assassino

mentre menti obliato

all’albero della scienza.

Seguitano i tuoi passi

già trapassati a visionare misteri.

Verdi domande ti chiamano,

ti fissano in mente valori

che non ti soddisfano

e minano l’equilibrio da sempre precario.

Scindi i confronti,

ascolta il muto divino silenzio

ben creato

che talvolta consiglia e muove.                                             

Ceffi d’amici

con parole come schegge

ti abbracciano gai

perché serrati come porte d’inferno.

Riunisci tutti i tuoi fiumi,

dagli corpo,

vendili anche incompiuti

e non ti domandare se li vedono.

Enigmi superbi frammentano l’indicibile

ma non si turba più perché fortificato.

Feste brevi, per fortuna,

ricompongono le fittizie aureole.