Vuoto alienante, musicante,

estatico e dignitoso

si sparge lento e sinuoso per le vene.

Scende e risale col viso assorto

rifugge e si turba alle vanità

che, come balletti,

fingono le fiabe.

Musica dal vivo o verità svelata.

Inutili logie per scale apparenti

tanto splendenti, tanto morte.

Ti senti che prende vita

ma poi muovi i piedi

e sei sull’acqua.

La magia del freddo

come metallo sonante,

ti muove impietosa

come predatore alieno;

fa sì che il tuo segno

spaventi se’ stesso

e gareggia per muti tessuti

stracciati dai tintinnii perpetui,

martellanti, noiosi e minacciosi.

Scempio,

non ti temo più,

respiro il tuo volto vuoto                                                    

e privo di concetto.

La ragione per la carità all’avversario

mi toglie l’ultima offesa.

Vento di bonaccia,

note brevi e barocche ti drogano

in gioie avventurose e bambine.

L’orologio bagnato di ghirlande semplici e odorose

ti illude all’illusione del vuoto.

Il più pieno di tutti

è il vuoto.