Francescano
per natura
minuziosamente
si rivolge alle sponde.
Parla
di sé e della sua insaziabile sete
e
con speranza non digiuna per l’eterno favore.
Candelabri
fiammeggianti lo inducevano
all’ammirazione
dei discorsi dell’anima
stupita
anch’essa alle resistenze beate e antiche.
Le
colpe feriranno le stelle forti
e
i rifugi cadranno dispersi quando,
secondo
altri, le sue opere riguarderanno le strade.
Scioglie
le funi
e
il canto s’innalza all’entrar della luce.
Estasi
suprema, indicibile forza
di
ricercatori folli e dubbiosi.